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Troppo giovane son io, ed il Nero e' un triste colore.

"E' come se le note musicali, creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai"

(Muriel Barbery)









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L' eleganza del riccio

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarno
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci troverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA



















 

2 maggio 2006
LA PANTERA SOSA

Ci sono numeri nel calcio che contano più di uno stipendio a fine mese o di una festa comandata.

Che ti riportano la mente all’acme della tua potenza sportiva.

A Napoli, questo numero e’ senza dubbio il 10, che fu di Diego Armando Maradona.

Mica uno qualsiasi.

Quanti palmi di mano si sono spellati grazie a quel giocatore e a quella maglia ?

Napoli grande bacino d’utenza e’ diventata per un buon periodo di tempo anche una città dove si faceva calcio vincendo.

Grazie ad una persona che il pallone non lo calciava: lo accarezzava.

Mentre gli altri nel riscaldamento correvano, lui palleggiava, per 15 minuti senza che la sfera toccasse terra.

E quando hai visto ciò hai visto tutto, calcisticamente parlando.

Ora Diego non c’e’ più, non calca i campi in erba, ma lo spirito dei suoi piedi vellutati aleggia per ogni napoletano, sul prato del San Paolo.

Domenica, al 14esimo minuto di Napoli -Frosinone, è accaduto qualcosa di meraviglioso: il numero 10 del Napoli con un pallonetto di rara precisione, in precario equilibrio, ha riportato il match in parità dopo che Mastronunzio aveva marcato il vantaggio Frosinate.

Il 10 era sulle spalle di Roberto Carlos Sosa detto “el pampa”, argentino di 31 anni.

Dopo il gol è scoppiato in lacrime. Non per il gol in se stesso forse, statisticamente e’ inutile, il Napoli infatti è gia’ promosso in B.

Sosa sarà l’ultimo giocatore ad indossare e ad aver segnato con la maglia numero 10 al San Paolo.

La maglia sara’ ritirata.

In onore di Maradona.

Era forse giusto che fosse un argentino l’ultimo ad indossarla.

Una maglia che ha reso grande il Napoli e che ora lo sta riportando dove merita: tra i grandi.




permalink | inviato da il 2/5/2006 alle 0:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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