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Troppo giovane son io, ed il Nero e' un triste colore.

"E' come se le note musicali, creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai"

(Muriel Barbery)









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L' eleganza del riccio

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarno
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci troverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA



















 

calcio
7 settembre 2006
LA PARTITA CON I GALLETTI.... O CON LE GALLINE ?
Che ora non si dica che Donadoni non e' l'allenatore adatto. Che ora non si comincino processi sommari a carico della sua persona. L'ex presidente del consiglio potrebbe dire che non e' l'uomo giusto al posto giusto dato che fino a pochi mesi fa allenava il Livorno, squadra palesemente comunista.
C'erano dei fattori a nostro palese sfavore ieri sera contro la Francia: molti giocatori transalpini avevano almeno almeno una partita sulle gambe, e poi giocavano in casa, davanti al loro pubblico, che per quanto si possa dire, ci teneva a prendersi una degna rivincita.
E ci sono riusciti.
Ma nulla e' compromesso, ci sara' il ritorno.
La cosa interessantissima della partita con i Blues, sono stati gli ultimi 20 minuti, nei quali probabilmente un microfonista e' stato colto da narcolessia fulminante, e deve essersi addormentato puntando il dispositivo che guidava, su alcune ragazzuole francofone, in preda ad isterismo da qualificazione.
Ogniqualvolta, la palla passava dalle loro parti, codeste, lasciavano partire urletti terrificanti, e, almeno per il sottoscritto, incomprensibili.
Sembrava di assistere ad una lotta tra galli, erano  insopportabili.
Dato che la partita aveva assunto i connotati di un'opera dei fratelli Karamazov mi sono soffermato sugli urletti delle tizie.
Ho cercato di comprendere quanto fosse grande la loro competenza calcistica, nonostante l'idioma francese sia a me sconosciuto.
Sono arrivato ad una conclusione: la competenza calcistica delle soggette in questione era direttamente proporzionale alla conoscenza del francese per me, ossia: PARI A 0.
Urlavano completamente a caso, senza che il loro usufrutto dell'aria polmonare avesse il minimo senso.
Probabilmente si stavano raccontando le ultime avventure nei negozi francesi e dei loro ultimi acquisti.
Forse sono ancora li, incoscienti del fatto che la partita sia giunta a conclusione.
Per fortuna concludo io, perche' senno' stavolta ci prendevano veramente a pallettate.
Ma c'era un elemento ulteriore a sfavore degli azzurri: mia madre.
negli ultimi 16 anni di nazionale, era presente nelle case o nei locali dove si stava guardando la partita 4 volte: Italia 90: Italia - Argentina, Euro2000: Francia- Italia, Euro2004: Svezia- Italia, Qualificazioni europee: Francia- Italia.
Cara amorevolissima mamma, uno non vuole essere superstizioso, e dire che porti male all'Italia, ma quanto meno amore mio hai un brutto influsso sulla maglia azzurra!
La prossima volta, la chiudo in bagno!



permalink | inviato da il 7/9/2006 alle 1:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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