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Troppo giovane son io, ed il Nero e' un triste colore.

"E' come se le note musicali, creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai"

(Muriel Barbery)









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L' eleganza del riccio

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarno
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci troverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA



















 

calcio
8 ottobre 2006
PROVINCIALITA' DA STADIO
Presupposto. Non ho niente contro la provincia geograficamente intesa.
Uso questo termine solo per semplificare il concetto che vado di seguito ad esprimere.
Stadio Olimpico 7 Ottobre 2006.
Acquistati in settimana i biglietti per la partita dell'Italia, ci rechiamo allo stadio in numerosissima.
Siamo se non erro 19 persone.
Ci rechiamo allo stadio divisi, per mera comodita', sperando, poveri illusi der paese del sapone, di ritrovarci all'interno dell'impianto.
Alle 20 Jacopo, il sottoscritto, Silvia e Sara, sono presenti all'Olimpico.
Nella disperata ricerca di un parcheggio.
Come cercare un ago in un pagliaio.
Riusciamo a parcheggiare solo alle 20.47, esattamente 13 minuti prima dell'inizio della tenzone.
Ma il nostro stato non e' proprio tranquillo, dato che pochi minuti prima, ci ha telefonato Valentina, descrivendoci la curva Sud, settore in cui le nostre terga dovrebbero trovare ristoro (che me tocca fa' per l'amor patrio, ma dimme te!), come TERRA DI NESSUNO.
Ovvero, "er posto che me so trovato me lo tengo, chissenefregaseeraer postotuo".
Soggiungiamo all'interno dello stadio, e VEDERE la partita diventa una definizione importante.
Cerco di intravederla attraverso le spalle di quello davanti a me.
Che meraviglia.
La cosa che mi fa rabbrividire, per non usare termini peggiori, e' che partono cori contro la Lazio, e addirittura la Juventus.
Io, Jacopo e Silvia di fede biancoceleste tacciamo, onde evitare un abbonamento annuale al Centro Traumatologico Ospedaliero.
E allora penso: "ma non era Italia Ucraina ?"
Soprattutto qui a Roma, non siamo in grado di scindere la passione cittadina da quella nazionale.
A me poco importa se De Rossi gioca nella Roma, le domeniche di campionato lo sbeffeggio, quello si, ma quando indossa la maglia azzura, no.
E' Italiano e difende i miei colori.
E ci definiamo CAMPIONI DEL MONDO ? Secondo me in certe realta' non siamo nemmeno in grado di essere CAMPIONI DELL'ORTICELLO.
Preciso che non e' un'invettiva contro i romanisti, ma contro TUTTA la gente coi paraocchi.
La casualita' vuole che io sia nato a Roma.
Pero' permettetemela una cosa: che soddisfazione veder segnare ad Oddo il rigore sotto la Nord con la maglia della Nazionale!

P.s.: in tutto questo sappiate che io non ho piu' una mascella, dato che quello davanti a me dopo il gol di Oddo ha tentato di asportarmela con una gomitata.



permalink | inviato da il 8/10/2006 alle 3:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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