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Troppo giovane son io, ed il Nero e' un triste colore.

"E' come se le note musicali, creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai"

(Muriel Barbery)









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L' eleganza del riccio

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarno
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci troverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA



















 

letteratura
31 ottobre 2006
E ORA CHE C'E' L'IMBRUNIRE TI RINGRAZIO
Ho scritto per anni pensando
senza sapere cosa.
Ho chiuso le stelle nel cielo sperando non cadessero mai.
Solo adesso ho capito.
Devo scrivere dell'impossibile.
Vivro' con un pensiero fisso.
Lo so.
Tu non mi sorriderai piu'saro' come una sentinella a cui chiedere :Shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell
e chi o che cosa mi risponderai ?
Lo so non e' facile da dirsi
ma quello che e' facile da dirsi
e' difficile da farsi
ma non e' difficile far si
che si faccia
In un mondo in cui tutti dicono di metterci la faccia
voglio metterci le parole
non mi piace il mio volto
ma mi piace la mia voce
forse e' per questo.
E rido.
Rido ricordando
piango pensando
al passato
sorrido pensando al presente
il presente di mani che si incrociano bianche
le tue.
E ancora qui che mi domando dove eri
quando la notte era dentro di me.
E ora che c'e' l'imbrunire
ti ringrazio
per quanto tu non lo sappia
anche se forse te lo dico
sorridendo ogni giorno al tuo pensiero
quando tutto sembra falso
o a dirla tutta nulla e' vero.
Perdonami se mentre scrivo piango
non sono lacrime
ma strade di esistenza.
Le sto percorrendo senza sapere dove mi porteranno
credo che ho bisogno solo di una cosa:
il tuo sorriso.
Perdonami se adesso me ne vado.
Ma non per sempre solo per stanotte.
Ritornero'.
Appena le parole scorreranno nuovamente.
E sara' presto.
Prima che il sole sorga mi domando ancora:
Shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell



permalink | inviato da il 31/10/2006 alle 1:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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