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Troppo giovane son io, ed il Nero e' un triste colore.

"E' come se le note musicali, creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai"

(Muriel Barbery)









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L' eleganza del riccio

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarno
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci troverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA



















 

CULTURA
30 novembre 2006
IL VENTO CHE ACCAREZZA L'ERBA (E SCUOTE LE COSCIENZE)
Ken Loach, racconta in una pellicola di 120 minuti, la rivolta del popolo irlandese, nei confronti dell'esercito inglese. I sogni di ragazzi irlandesi, che, piuttosto che piegarsi all'egemonia del governo di Sua Maestà La Regina, decidono di unirsi e lottare, per far si che l'Irlanda diventi davvero un paese libero.
Almeno fino ad un certo punto, quando, dopo la firma del trattato di pace, alcuni di coloro che avevano deciso di intraprendere la lotta, entrano nell'esercito irlandese, che resta pero' sotto botta di Mamma Inghilterra.
Coloro che credono in un'Irlanda libera ed indipendente, ma sul serio, senza falsi "esportatori di democrazia" (cambiano i tempi, le persone ed i termini, ma la sostanza rimane quella), continuano a lottare, fino al finale tragico.
Un buon ritratto della condizione dei cattolici Irlandesi, che è proseguita poi per anni.
Un film duro. Un film reale, ancor prima che realistico, capace di lasciare interdetti.
Ma quando sono scorsi i titoli di coda ho pensato: "AL DIO DEGLI INGLESI, NON CREDERE MAI".



permalink | inviato da il 30/11/2006 alle 22:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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