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Troppo giovane son io, ed il Nero e' un triste colore.

"E' come se le note musicali, creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai"

(Muriel Barbery)









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L' eleganza del riccio

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarno
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci troverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA



















 

politica interna
24 aprile 2007
MACCARIDEMOCRATICIDECHE' ?
Nel 1927, in pieno regime fascista, a Roma, si decise di fondare quella che oggi tutti conosciamo come Associazione Sportiva Roma, dato che alcuni gerarchi sostenevano, che non poteva non esistere a Roma, una società sportiva che portasse il nome della città.
Per fondarla, si decisa la fusione di alcune piccole realtà quali Alba, Fortitudo e Roman.
Esisteva, dal 1900, 9 gennaio per la precisione, la società sportiva Lazio, fondata da Luigi Bigiarelli. Coloro che decisero di fondare la Roma, si recarono nella sede della Lazio, e chiesero se questi erano favorevoli alla fusione, chiedendo pero’, se a fusione avvenuta, sarebbe stato possibile utilizzare come campo di gioco, La Rondinella, cioè quello della Lazio.
Intervenne allora il Generale Vaccaro, che impedì suddetta fusione, per non far perdere identità alla prima societa’ sportiva della capitale.
Nel 1989, successivamente alla caduta del Muro di Berlino, il Partito Comunista Italiano, nel congresso della Bolognina, ha cambiato nome, diventando il PDS, e ancora in seguito DS.
Siamo alla vigilia della nuova svolta: sta per nascere il Partito Democratico.
Nel congresso conclusivo dell’esperienza Diessina, è intervenuto Romano Prodi, che prima di iniziare il discorso ha salutato la folla con queste parole: “Cari Democratici”.
Al che pensavo di avere avuto le traveggole. Poi sono rinsavito ed ho capito che era tutto vero.
Purtroppo.
Stiamo partendo con il piede sbagliato.
Credo che dopo aver accettato l’accantonamento della falce ed il martello, a vantaggio della Rosa Socialista, l’accantonamento del termine COMPAGNI sia veramente troppo.
Perché COMPAGNI non è solo un termine, è una identità, ed ho sempre pensato che essere COMPAGNI, significhi essere DEMOCRATICI.
E allora spero che ci si batta perche’ il termine COMPAGNI non venga assolutamente accantonato.
Perché parafrasando Gaber: “Qualcuno era COMPAGNO perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri”.
Oppure devo cominciare ad abituarmi a cantare CONTESSA di Paolo Petrangeli con le parole: “Democratici dai campi e dalle officine”.
Ed è una morte un po’ peggiore.
Non ci sto.
Assolutamente no!
Grazie dell’attenzione Compagni.





permalink | inviato da il 24/4/2007 alle 2:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (27) | Versione per la stampa
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