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Troppo giovane son io, ed il Nero e' un triste colore.

"E' come se le note musicali, creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai"

(Muriel Barbery)









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L' eleganza del riccio

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarno
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci troverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA



















 

calcio
4 maggio 2008
DA TORINO A PALERMO, DAL CIELO ALL'INFERNO, ALL'OLIMPICO, AL QUIRINALE
A volte penso che il calcio faccia male. E non solo alle coronarie, che quelle, ogni buon tifoso, mette in preventivo di giocarsele, domenica dopo domenica.
Fa male alla testa.
La delusione per una sconfitta, a volte fa veramente perdere il senso della misura e delle cose.
Durante Lazio Palermo di oggi, accanto a me c'era un tifoso della squadra siciliana.
Fino a 5 minuti dalla fine, vincevamo 1 a 0. Le solite ataviche disattenzioni, hanno fatto si, che Amauri (uno che non la butta dentro mai mai, noi marcarlo NO.) con 2 zuccate, ribaltasse il risultato.
Chiaramente, il tifoso rosanero di cui sopra, ha esultato, sia al primo che al secondo gol.
Durante tutta la partita era evidente, che questi fosse un tifoso della squadra di Colantuono, difatti ad ogni occasione sbagliata, si lasciava andare alla rabbia, a dire il vero, contenuta.
Al rigore parato da Muslera, vi lascio immaginare.
Trattandosi di evento irripetibile su scala mondiale, poi, credo gli abbia roduto maggiormente.
La partita si trascina via stancamente, fino a quando, "Semola" in arte Fernando Muslera, decide, che e' ora della papera giornaliera.
Uno a Uno e palla al centro.
Al 94esimo (chi di recupero ferisce di recupero perisce, purtroppo), ultima punizione, Amauri salta, e prende la palla col capoccione riccioluto. Gol.
Giusto, soprattutto se ad uno degli attaccanti piu' forti del campionato italiano, opponi una difesa di copie dei bronzi di Riace.
Il siculo di cui sopra, esulta come avrebbe fatto ogni essere umano del globo terracqueo.
Il signore che mi siede davanti, al termine del match, gli riserva parole del tipo : "Se stavo a Palermo, tutto questo non me lo facevate fare, te lo ho detto alla fine, pe nun dittelo prima!".
La signora una fila più sotto, migliora la situazione con: "Qua venite tutti a fà i padroni".
Il ragazzo per tutta risposta: "Venga a Palermo e se la Lazio vince esulti pure."
Giusto.
Non fa una piega, come le camicie stirate con l'amido.
Brutta cosa la memoria corta.
All'andata pareggiammo noi al 94esimo.
Forse che li andava bene ed era giusto esultare ?
Si era giusto.
Quello che non e' giusto è prendersela con chi esercita il "diritto alla felicità calcistica", tra l'altro in modo del tutto civile e spontaneo.
La gente sono veramente fuori di testa!



permalink | inviato da GBestBlog il 4/5/2008 alle 18:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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