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Troppo giovane son io, ed il Nero e' un triste colore.

"E' come se le note musicali, creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai"

(Muriel Barbery)









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L' eleganza del riccio

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarno
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci troverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA



















 

letteratura
25 maggio 2008
IL BEST SELLER DELL'ANNO \ 2
Voglio bene alla notte.
Perchè come dice qualcuno, di notte, ognuno è quello che e' realmente, e non mette una maschera all'occorrenza, per risultare, "urbano".
La cosa peggiore, è che io, lavoro di notte.
Mi guadagno da vivere di notte.
Facendo il boia.
E sono contrario alla pena di morte.
Necessità, però, come si dice, fa virtù.
Avrei dovuto rifiutare, quando, dieci anni fa, mi offrirono il posto.
Ma non potevo.
Il sistema mi ha "preso per fame".
Quando guardai Gil, quella notte, mentre gli mettevo la calotta, che avrebbe portato la corrente elettrica alla sua testa, lui mi lanciò uno sguardo, dove non c'era odio.
Nè desiderio di vendetta.
Del resto non avrebbe potuto consumarla, lui.
Nè tantomeno, qualche suo parente.
Io, però, odiai me.
Per la ritualità con cui compivo quei gesti.
Perfetti.
Impeccabili.
Mortali.
Mi sono domandato mille volte, cosa passi nella testa di una persona, che si siede su una sedia, con la consapevolezza di non rialzarsi più.
Se li guardi, dal mio punto di vista, sembrano Re.
Nessuno li può smuovere dal loro soglio.
E loro vorrebbero tanto.
Devo ammettere, che ogni qualvolta faccio partire il generatore, chiudo gli occhi, come se questo sia il solo modo, di liberarmi, della colpa di cui mi sto macchiando.
Ora, con questo bicchiere di Wishkey davanti, una sigaretta tra le labbra, ho deciso di raccontare, quello che succede ad un boia.
E qui, non si tratta, come nei film, di giustiziare una persona innocente.
No. Assolutamente.
Gil, per esempio, è morto colpevole.
Ma lo ha deciso lo stato.
Lo Stato, non è quindi colpevole ?
Il Sistema non lo è mai.
Purtroppo.
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