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Troppo giovane son io, ed il Nero e' un triste colore.

"E' come se le note musicali, creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai"

(Muriel Barbery)









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L' eleganza del riccio

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarno
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci troverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA



















 

letteratura
23 maggio 2008
SVEGLIO MA MAI VIGILE
Ripenso.
E ogni volta che ripenso rimango,
stupito di come,
senza muovere una foglia,
il mondo resti quello che è.

Immanente.
Condito di quel sapore inutile.
Fino a rimuginare,
ricordare e stupirsi di come l'arte
diventi suicidio,
e di come il suicidio,
arte non sia mai.

Sveglio, ma mai vigile,
ironico e sobbalzante.
Adesso sto fingendo di piacermi,
ma è difficile,
lo specchio non fa sconti.

Trotterello nelle memorie,
memore della tragedia.
Mi rispondo che tutto ha un senso,
ma mi affaccio e tutto fa senso.
Ma non posso farne senza.

Realizzo,
capitalizzo, e sono in lizza con me stesso
per il posto di primo della classe,
io che rozzo, mi ammansisco,
piovo, lampeggio.
Ma quando scrivo,
forse sto anche peggio.

Mutilato, senza moltitudini da convincere
senza risvegli lacunosi,
senza un cuore che batta,
senza Mago di Oz,
forse,
uomo di latta.

E ti lascio,
in questa ultima aurora,
i bisogni della vita
tutto,
ora.

Perdonami,
è tardi per tornare indietro,
non posso più riflettere sul tetro,
ho bisogno della luce,
che riflette.

Adesso scusami,
le strade....
sono strette.

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permalink | inviato da GBestBlog il 23/5/2008 alle 0:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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