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Troppo giovane son io, ed il Nero e' un triste colore.

"E' come se le note musicali, creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai"

(Muriel Barbery)









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L' eleganza del riccio

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarno
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci troverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA



















 

calcio
14 giugno 2008
ITALIA vs ROMANIA: IL MATCH DEL "PORO" LOBONT
Non ci voleva tanto.
Bastava un De Rossi al posto di un Ambrosini, un Del Piero al posto di un Di Natale ed il gioco e' piu' o meno fatto.
Almeno non abbiamo perso.
Eppure ce la abbiamo messa tutta.
Prima di addentrarci nella fredda cronaca della partita, però è necessario, analizzare gli aspetti assiomatici, della sfida balcanoalpina di oggi pomeriggio.
E' assodato ormai da anni, che, per entrare a far parte della nazionale rumena, non è necessario, ma avere un cognome che finisce per U, quantomeno aiuta.
Ai Mondiali del 94, se non erro, nella rosa del paese di Dracula, era presente un tale Panduru.
Quanti di noi, hanno sperato di vedegli giocare almeno un minuto ?
Io per primo.
Oggi scorrendo la panchina dei giallorossoblu, chi ti vado a scovare ? Un uomo, che scalza, senza paura di smentite, il personaggio di cui sopra.
E dal natalizio passiamo al macabro, dato che il cognome, che sto per citare, ricorda, una delle poche serial killer donne italiane, che abitava a Correggio.
Il di lui in questione, di cognome fa Saponaru.
Se Martedi' l'Italia uscira' dall'Europeo, cosa non proprio difficile, per "merito" di un gol di costui, io avro' realizzato l'obiettivo della mia vita calcistica.
Altro assioma dal quale prescindere, possibile non e', e' che Toni Luca, e' rimasto in Germania.
E anche quando segna, i gol, seppur regolari glieli annullano.
Ma veniamo al match.
L'Italia parte molto meglio di lunedi' scorso, che partire peggio avrebbe significato, 3 a 0 al quarto d'ora.
I ragazzi sembrano motivati, ma soprattutto, sorpresa delle sorprese, sembrano calciatori.
Addirittura, Camoranesi usa i piedi, come dovrebbe fare uno che svolge il mestiere del buon Mauro German.
Solo che la palla, di entrare non ne vuol sapere.
Buffon, dal canto suo, nonostante sembri appena uscito da una lezione di aerobica (se andiamo avanti, Gigi, quella fascetta in testa, per pieta' evitiamola), sembra sicuro come non mai (certo non ha la monumentalita' di Ballotta, ma il numero di anni di carriera, piu' o meno coincide, la sola differenza e' che quando Ballotta ha INIZIATO a giocare, il concetto di INIZIO ancora non esisteva, ma questo e' un altro libro dell'Antico Testamento e lo tratteremo in seguito).
Panucci prova a peggiorare la situazione, deviando sul palo una punizione di Chivu, ma anche i legni sembrano esserci amici.
Ad un tratto, due giocatori rumeni, impazziscono, e vanno a scontrarsi tra loro.
Uno dei due lascia il campo (non chiedetemi il nome, per me esiste solo Saponaru ormai!), ed entra il solo giocatore, che al momento di "appendere gli scarpini al chiodo", ha il mestiere assicurato, DICA, praticamente, parcheggiatore nell'anima.
Nello stesso rettangolo di gioco, Lobont, portiere rumeno, para: il parabile, l'imparabile, l'imparagonabile, quello che non ha mai parato in tutta la sua carriera.
Grosso e' un'iradiddio sulla fascia.
Zambrotta tace. Ma c'e' e ce ne accorgeremo.
Termina il primo tempo.
Sigaretta di rito (Rita le aveva finite).
Ripresa.
Il copione sembra lo stesso (mai che la maestra lo richiami), non sembra essere cambiato il registro (anche perche' poi trascrivere i voti, ma soprattutto le assenze, sarebbe faticoso).
Ma....
In tutte le storie perfette, in un capitolo (il nano letterato), c'e' il coupe-de-teatre.
Anzi, la "Favola del Giorno".
Il Libro, si apre al minuto 55.
Punizione dalla tre quarti per la Romania.
La palla arriva dalle parti del nostro terzino che da ex giocatore del Barcellona diventa "Il ZAMBRUTTO ANATROCCOLO".
Tocco di testa scriteriato verso Buffon.
Il solo attaccante afono, che la storia del calcio ricordi, Mutu, si avventa sul pallone e lo scaraventa alle spalle del Gigione Nazionale.
Praticamente, in quel preciso istante, stiamo salutando l'Europeo.
Senza aver segnato un gol.
Avendone subiti 4.
Meraviglioso.
Passa un giro di lancette.
Su una palla al centro si avventa (Benvenuto) Chiellini, e la palla, cade para para (anzi essendo una, direi "dispara dispara"), sul piedino di Panucci.
Gol!
1 a 1 e ricominciamo (Senza Pappalardo, per favore).
Intanto e' entrato Cassano, che è in forma da fare schifo, salta avversari come birilli.
Quindi, Donadoni, mi pare giusto.
Teniamolo in panchina.
Altra sostituzione meravigliosa della Romania.
Entra, tale Niculita, detto anche "Mueve Niculita, Culita Rica" (insomma ballo di gruppo).
Solo che chiamarlo cosi' tutta la partita sarebbe noioso, e anche lungo (in questo caso, le dimensioni non contano, anzi, disturbano).
Lo cominciamo a guardare con attenzione.
Ci accorgiamo, che ha i tratti marcatamente Sinti.
Eureka!
Diventa immediatamente Sinti Lauper.
Comodo e veloce.
E' bello, quando in una biblioteca, la quantita', la qualita' ed i generi di libri, sono vari.
Dal Zambrutto Anatroccolo, favola per bambini, passiamo al giallo.
Minuto 85.
Senza alcun motivo, l'arbitro (sosia, anche lui, di Max Pezzali, tra l'altro visto durante l'intevallo cantare al centro del campo, un suo vecchio successo, con Andrea Pirlo, sosia di Mauro Repetto, per sbeffeggiare il numero dieci rumeno "SEI UN MUTU"), inventa un calcio di rigore, che neanche Byron Moreno sotto acidi.
Dal dischetto va proprio Mutu.
Probabilmente, ancora scosso dalla performance canora Direttore di Gara- Pirlo di cui sopra, Adrian (di cui a memoria non si ricorda un rigore sbagliato, ma la Yourcenar, la trattero' in un altro post), si fa ipnotizzare da Buffon, o molto piu' probabilmente da una foto della Seredova in topless, che Cassano gli ha fatto scivolare tra le mani, che para con qualunque parte del corpo utile, tra il braccio ed il piede.
Meno male!
Cassano ci delizia con un altro paio di magie, senza risultato (il coniglio era stanco e non voleva uscire dal cilindro, o quantomeno, chiedeva di cambiare figura geometrica).
Un punto in 2 partite.
Siamo ancora in corsa.
O almeno in maratona.
Bisogna sperare: di battere la Francia, impresa non impossibile, e che l'Olanda e la Romania, non facciano una pastetta, nella fattispecie, vittoria della Romania, nel qual caso, anche se dovessimo, inavvertitamente riuscire a segnare 8 gol alla Francia, ci sbatterebbe fuori.
Ma non scaviamoci la fossa da soli (facciamolo fare alle Marianne).
Del resto perche',  pensare male ?
Danimarca Svezia 2 a 2, non si e' mai giocata.

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permalink | inviato da GBestBlog il 14/6/2008 alle 3:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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