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Troppo giovane son io, ed il Nero e' un triste colore.

"E' come se le note musicali, creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai"

(Muriel Barbery)









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L' eleganza del riccio

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarno
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci troverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA



















 

calcio
1 settembre 2008
PRIMA GIORNATA DI CAMPIONATO
Il Milan si libera di Gilardino, prende Ronaldinho, e riparte da dove aveva lasciato: sconfitta a San Siro. La Roma cerca di surrogare Totti con Julio Baptista, e comincia da dove aveva finito: 1 a 1 col Napoli. Il Gilardino scaricato si ricorda come si fa gol e riprende la Juve all'ultimo respiro. L'Inter di Mourinho, ha la certezza Ibrahimovic, e da ieri la novità Quaresma. Speriamo non sia una stagione di "passione". Le 5 sorelle steccano. Almeno per 2 settimane, ai vertici ci saranno le cugine povere.

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permalink | inviato da GBestBlog il 1/9/2008 alle 12:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
calcio
25 agosto 2008
RIGOROSAMENTE TOTTI


GRAZIE FRANCE'



permalink | inviato da GBestBlog il 25/8/2008 alle 19:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
calcio
4 maggio 2008
DA TORINO A PALERMO, DAL CIELO ALL'INFERNO, ALL'OLIMPICO, AL QUIRINALE
A volte penso che il calcio faccia male. E non solo alle coronarie, che quelle, ogni buon tifoso, mette in preventivo di giocarsele, domenica dopo domenica.
Fa male alla testa.
La delusione per una sconfitta, a volte fa veramente perdere il senso della misura e delle cose.
Durante Lazio Palermo di oggi, accanto a me c'era un tifoso della squadra siciliana.
Fino a 5 minuti dalla fine, vincevamo 1 a 0. Le solite ataviche disattenzioni, hanno fatto si, che Amauri (uno che non la butta dentro mai mai, noi marcarlo NO.) con 2 zuccate, ribaltasse il risultato.
Chiaramente, il tifoso rosanero di cui sopra, ha esultato, sia al primo che al secondo gol.
Durante tutta la partita era evidente, che questi fosse un tifoso della squadra di Colantuono, difatti ad ogni occasione sbagliata, si lasciava andare alla rabbia, a dire il vero, contenuta.
Al rigore parato da Muslera, vi lascio immaginare.
Trattandosi di evento irripetibile su scala mondiale, poi, credo gli abbia roduto maggiormente.
La partita si trascina via stancamente, fino a quando, "Semola" in arte Fernando Muslera, decide, che e' ora della papera giornaliera.
Uno a Uno e palla al centro.
Al 94esimo (chi di recupero ferisce di recupero perisce, purtroppo), ultima punizione, Amauri salta, e prende la palla col capoccione riccioluto. Gol.
Giusto, soprattutto se ad uno degli attaccanti piu' forti del campionato italiano, opponi una difesa di copie dei bronzi di Riace.
Il siculo di cui sopra, esulta come avrebbe fatto ogni essere umano del globo terracqueo.
Il signore che mi siede davanti, al termine del match, gli riserva parole del tipo : "Se stavo a Palermo, tutto questo non me lo facevate fare, te lo ho detto alla fine, pe nun dittelo prima!".
La signora una fila più sotto, migliora la situazione con: "Qua venite tutti a fà i padroni".
Il ragazzo per tutta risposta: "Venga a Palermo e se la Lazio vince esulti pure."
Giusto.
Non fa una piega, come le camicie stirate con l'amido.
Brutta cosa la memoria corta.
All'andata pareggiammo noi al 94esimo.
Forse che li andava bene ed era giusto esultare ?
Si era giusto.
Quello che non e' giusto è prendersela con chi esercita il "diritto alla felicità calcistica", tra l'altro in modo del tutto civile e spontaneo.
La gente sono veramente fuori di testa!



permalink | inviato da GBestBlog il 4/5/2008 alle 18:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
20 marzo 2008
MINUTO 92: HABEMUS BEHRAMI!

I segnali erano inconfutabili: come il 10 dicembre 2006, avevo davanti due romanisti, Enrico indossava il cappello portafortuna, sempre come il 10 dicembre 2006, mio padre era fuori per lavoro. Tre indizi, come si suol dire, fanno una prova. E allora accingiamoci a "gustarci" questo derby. Al minuto 7, una punizione della serie "iolapiazzopiano" del buon Kolarov, mette in difficoltà il portiere natalizio della Roma, Doni, che la devia sulla traversa. Sulla ribattuta, Mariangela Fantozzi in Cribari, la rimette in mezzo, e Mr Bean Pandev, si contorce in un folle controllo sulla linea di fondo. Cross, sul quale, Actarus Rolando Bianchi, interviene di testa, e la palla sfila sul fondo. Passano ancora 10 minuti, e la Lazio riparte in contropiede, Bianchi controlla la palla e prova a lanciare Rocchi e\o Pandev, che pero' non raggiungono la palla. Comincio a pensare che, nonostante tutto, non ce la faremo. Al minuto 30, classico svarione da storia della Lazio. Vucinic e Perrotta se la passano di prima al limite dell'area, senza che ne Siviglia ne Cribari, riescano a fermarli. Vucinic la mette in mezzo, cercando Taddei, ma Behrami e' in anticipo, tiriamo un sospiro di sollievo, ma Valon, tira addosso a Taddei, che la prende di spalla..... La sfera scivola alle spalle di Neandhertal Ballotta, in maniera degna di Monsieur De Rocambole.
Mi giro verso Enrico e gli dico: "Lo sai quale e' la sola cosa che può risarcire tuttto questo ? Vincere il derby al novantesimo".
Passano 12 minuti. Rocchi imbecca Kolarov sulla fascia, il terzino, che ha sempre in serbo un cross (e la cosa non è strana, essendo egli serbo), la piazza in mezzo. La narcolessia prende piede nella difesa giallorossa, e sulla ribatutta di Alexander Marangon "Dona"Doni, Pandev, si avventa e la mette dentro. 1 a 1 e tutti (Caressa Mode ON) a prendere un the caldo (Caressa Mode OFF).
Nell'INTERvallo, arriva la notizia del pareggio del Genoa. E allora pensi che la Roma, ce la metterà tutta, che non avremo scampo, ci sono 27 punti di gap, che scherziamo.
Solo che, noi c'abbiamo Kolarov e loro il solo giocatore che ha i sogni dentro se stesso, Cassetti.
Alexander lo salta, mette in mezzo, Bianchi viene affossato (?) da Juan (con tanti saluti da Bim Bum Bam), calcio di rigore.
Sul dischetto va Rocchi, che sa calciare le massime punizioni, come io so fare un progetto di un palazzo antisismico.
Pero' quando e' serata e' serata. Rocchi batte Doni, 2 a 1.
Piccola dimenticanza: poco prima, l'arbitro annulla un gol alla Roma, per fuorigioco.
La ragazza romanista davanti a me, esulta per 2 minuti, tanto che mi convinco sia buono, poi li vedo andare verso il centrocampo, e le faccio: "Ogni tanto ve ne fischiano uno anche a voi....".
Passano 5 minuti, la Roma arremba, Vucinic, non viene anticipato da Siviglia al limite dell'area (ancora non capisco, come tutta una città, non riesca ad anticipare un sol uomo), palla a HoppersoundiciderbymasonoilcapitanodellaRoma Totti, che la da a Perrotta, che la piazza alle spalle di Ballotta.
2 a 2 e si ricomincia.
Praticamente non reggo piu'.
Quando poi entra Mauri, oscuri presagi si impossessano di me.
Se non che, alle 23 e 02, accade qualcosa di veramente impossibile.
Rocchi la mette in mezzo, la difesa della Roma libera, sulla ribattuta c'e' Mauri, che la ributta in caciara, la palla ballonzola a centro area, senza che nessuno intervenga.
Behrami, in stile Hunziker, arriva e la piazza piano.

Habemus Behrami!!!!!


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permalink | inviato da GBestBlog il 20/3/2008 alle 14:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
14 gennaio 2008
IRRIDUCIBILMENTE SCHIFATO
Sono 17 anni che frequento lo stadio. Ieri sono uscito dall'Olimpico schifato. Non per le prestazioni della squadra, se avessi voluto vincere tutte le settimane, avrei tifato per il Milan, l'Inter o la Juventus. La cosa che mi fa più schifo, è la gente, gli pseudotifosi che usano ogni assurdo motivo per contestare il presidente Lotito e NON sostenere la squadra.
Voi, cari IRRIDUCIBILI SINCE 1987, siete un'orrenda Società per Azioni, della Lazio non vi interessa assolutamente nulla!
Siete ORRENDI, pretestuosi, se vi importasse qualcosa sul serio della Lazio, invece di fare i manichini in curva, usereste la voce.
E non direste soltanto LOTITO PEZZO DI MERDA!
Siete PATETICI, MI FATE SCHIFO!

FORZA LAZIO!

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SPORT
30 maggio 2007
IL 30 MAGGIO DI 23 ANNI FA.....


Sarò Bastardodentro.
Ma che ce volete fa ?
So soddisfazioni.




permalink | inviato da il 30/5/2007 alle 11:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
calcio
30 aprile 2007
PUNCICATURE
Ieri pomeriggio si è svolto il Derby di Roma, soprassiedo sul risultato, non è questo il punto.
Quello che trovo assolutamente fuori luogo, è il fatto che il Prefetto Serra, abbia definito, "punture di zanzara" o "puncicature", o qualcosa del genere, il fatto che 2 tifosi, siano finiti all'ospedale, con prognosi di 10 e 15 giorni, a causa di coltellate.
Ma del resto i tifosi del Manchester erano solo degli ubriachi vero ?
Sono molto preoccupato.
Dato il caldo vedo delle zanzare nella mia stanza.
Credo che dovrò chiamare la polizia.




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calcio
28 aprile 2007
NOMEN (NON SEMPER) EST HOMEN


Guardate questo ragazzo, che nel momento piu' esaltante per un calciatore, il gol, esulta.
Porta la maglia del Milan.
E apparentemente è un uomo che la notte dorme sereno.
Ma ha un tarlo non da poco.
Il cognome.
Il signorino, si chiama Kakà.
Ora.
In Italia, la parola non è proprio signorile.
Per quanto indichi una semplice attività corporale.
Dopo la sua miglior partita al primo anno di Milan, il Corriere dello Sport, riprendendo una dichiarazione di Ancelotti titolò:
KAKA' E' FANTASTICO!
Il buon Carletto aveva evidentemente scoperto i lassativi.
Martedi' Ricardinho ha dato spettacolo al Vecchio Trafford.
E il Corriere dello Sport, ancora lui:
AL MILAN NON BASTA KAKA'
Titolo che testimonia chiaramente l'importanza della diuresi, in particolare per l'undici rossonero.
Nella redazione del Corriere, ammesso e non concesso (nel caso di Kakà cesso ci sta benissimo), che cio' accada, ha il titolo gia' pronto  per annunciare la cessione del fantasista brasiliano:
KAKA' SCARICATO.
Ringraziamo l'onomastica per il contributo dato all'ironia.
E pensare che costui è il piu' forte giocatore in circolazione.
Ho sempre immaginato un centrocampo meraviglioso, nel caso in cui il Milan decidesse di acquistare Diarra.
Come sono lontani i tempi di Nakata- Pecchia.




permalink | inviato da il 28/4/2007 alle 3:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
10 aprile 2007
IL NUMERO DEL GIORNO
SETTE. IL PRIMO ESTRATTO SULLA RUOTA DI ROMA.



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calcio
18 dicembre 2006
LIVOR(E)NO

Mi piacerebbe dirti che sono fiero di te, perchè sei compagno. Ma non lo farò. Mi piacerebbe dirti che sei un gran bel giocatore. Ma non lo farò. Mi piacerebbe dirti che sei paragonabile ad una merda. Questo lo farò. Ma con termini che si confanno a questo luogo.
Si caro Lucarelli Cristiano da Livorno.
Il tuo comportamento è stato a dire poco inqualificabile. E non dico questo perchè colui che hai colpito è un giocatore della squadra per la quale faccio il tifo. Lo dico perchè scentemente ti sei avvicinato ad una persona che fa il tuo stesso mestiere, l'attaccante, e dato che colui era reo di avere esultato in maniera che per te non era consona, hai trovato giusto, assestargli un colpo sul naso.
Un comportamento ignobile, Lucarelli  Cristiano da Livorno.
Non sopporto Di Canio perchè saluta romanamente, ma tantomeno te che saluti a pugno chiuso. Il calcio è altro, Lucarelli. Il calcio è uno sport. Non una piazza nella quale fare proseliti e lanciare proclami. Per quello ci sono altri luoghi. Volendo il Senato e la Camera. Per fare a cazzotti, ci sono i ring.
Usa quelli. Quando tu hai esultato, tante volte, nessuno ti ha mai aggredito. Tu hai interpretato il gesto di Pandev come lesa maestà. Piantala.
Se hai una coscienza, autosospenditi, fa quello che la "giustizia" sportiva non ha avuto il coraggio di fare.
Vuoi essere quello che un mio amico oggi ha definito "il giocatore ultras" ? Liberissimo di farlo. Ma vai in curva. Non in campo.
E pensare che Pandev non ha nemmeno risposto, e a logica, te le saresti meritate tutte le risposte lecite.
Non era più sano prendere palla, andare a centrocampo, posizionare il pallone e battere il calcio d'inizio ?
Tanto più che il gol del pareggio lo hai segnato tu che non dovevi essere più in campo. Perchè, Lucarelli, tu hai mancato di rispetto al calcio, a coloro che lo guardano sperando che i calci li si dia solo al pallone (falli esclusi).
Non mi risponderai, lo so. Ma non me ne importa niente.
Ti consideravo "il giocatore comunista".
Ora ti sei dimostrato premeditatamente violento.
E qui chiudo.




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calcio
11 dicembre 2006
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZO INVERNO
Mi sveglio che Roma è ancora sonnacchiosa, immersa nel poltrire di quella che sembra una "normale" domenica di Dicembre. Una domenica pre-natalizia. Mi butto sotto la doccia, cercando di scacciare quei sospiri di freddo che si sono impossessati della mia pelle. L'acqua calda corrobora le mie membra, ma soprattutto le risveglia.
Mi vesto velocemente ed esco di casa. Per mia fortuna l'attesa del mezzo pubblico è meno estenuante del solito. Arrivo alla mia fermata e scendo, conscio che mi aspetta quasi un chilometro a piedi. Arrivo al bar sottostante casa di Silvia (non ve lo avevo detto, stavo andando a casa di Silvia!), e vengo colto da Democristianite fulminante. Entro nel bar e acquisto in ordine sparso: 2 paste con la crema al limone, una bomba alla crema, un cornetto anch'esso alla crema ed un cornetto semplice (che quelli complicati erano finiti). Esco dall'esercizio commerciale e percorro la breve salita che mi separa dal portone di Silvia. Appena arrivato di fronte al citofono, si propone il solito terribile dilemma: Interno 4 o Interno 6 ? Ho capito che non me lo ricordero' mai, quindi al fine di evitare una pantomima di ore, telefono a Silvia e le chiedo dove devo suonare. Risolto l'arcano, salgo. Silvia prepara il caffè, dopodichè ci diamo al cibarci del fiero pasto. Abbiamo entrambi in viso una tensione che si taglia col coltello. Mista a sonno a dire la verità. Ma sembra che la tensione sia molta, ma molta di più. Cerchiamo di affrontare gli argomenti più disparati, per evitare di pensare a quello che ci aspetta. Ma è inevitabile che il pensiero vada là, al clou della serata. Verso le ore 11 uso il telefono di Silvia per chiamare il buon Enrico P. (amico mio ma non fratello di Melissa), il quale direttamente dall'oltretomba, mi comunica: "Ti richiamo dopo". Verso mezzogiorno abbandono l'abitazione di Silvia, e mi dirigo nuovamente ad attendere il mezzo pubblico. L'aria sta un pò cambiando. Diciamolo pure: il cielo sta diventando plumbeo, minaccia pioggia anzichenò. Mi stringo nel mio piumino. Mi accendo una sigaretta e inganno il tempo leggendo "Il corriere dello Sport". Giungo a casa e per darmi la carica telefono a Jacopo, per testare il suo tasso di tensione. Ho come la vaga impressione che sia messo peggio di me. Davanti a Sky osservo gli altri match quasi con disinteresse, esultando minimamente solo quando a marcare sono i giocatori che si fregiano di essere inseriti nella mia formazione titolare del Fantacalcio. Alle 17 crollo in un sonno da stress prepartita che dura una profondissima mezz'ora. Potrebbe durare anche qualche minuto in piu' se il Pater Familias non fosse così tempestivo da telefonarmi e svegliarmi. "Meglio così" penso "almeno potrò sistemarmi prima che arrivi Enrico". Il fatto è che il tempo ha la tensione a volare via. E senza accorgermene siamo alle 18 e 05. Scendo. La "vera" giornata sta cominciando solo adesso. Me ne rendo conto nel momento in cui salgo in macchina. Le battute tra me ed Enrico sono chiaramente tese a scacciare una tensione che se si potesse vendere al chilo saremmo ricchi. Il nostro "amuleto" Chiara, si fa attendere qualche minuto sotto casa, ma alla fine riesce a scendere quasi puntuale. Direzione stadio. Enrico afferma che perderemo 12\13 a zero e che segnerà anche il portiere, Chiara ci racconta della sua domenica condita da parmigiana di melanzane che contiene un ingrediente che ancora adesso non so quale fosse. La zona dell'Olimpico pullula di gente. Quest'anno mai ne avevo vista così tanta. Di riffa o di raffa (Carrà), troviamo un posto passabile e soprattutto non passibile (di multa). Entriamo dentro l'impianto dell'Olimpico. Acquisto 2 bottigliette d'acqua, rigorosamente senza tappo (vepozzinaccide non sapete i bagni che m'avete fatto fa co sta regola del cavolo). Enrico litiga con un rubinetto del bagno e torna zuppo nella parte inferiore del suo giubbotto. Dopo qualche breve tenera parolina nei confronti del suddetto lavandino, iniziamo a salire i gradini che debbono portarci al nostro posto. Mando un sms al quale ricevo questa risposta "Che facciamo ti aspettiamo per il terzo borghetti ?" scaramanticamente penso "Beh magari adesso mi ubriaco così nel caso, non ci penso", ma siccome tendo ad essere ottimista per natura, evito il pensiero. Saluto Jacopo e padre e comincio a guardarmi intorno. Gente. Fiati. Cuori che battono. Numerosi. Qust'anno mai così tanti. L'emozione si taglia col coltello. Silvia è al suo primo derby, Chiara deve confermare le sue doti di portafortuna, tutti abbiamo ben vivo il ricordo dello scorso anno. E una forte voglia di rivincita. Anche se ci rendiamo conto che sarà difficile. A vederla da persone sane, quasi impossibile. Quando mancano pochi minuti all'inizio della partita, contravvenendo all'Editto di Torpignattara, stipulato in settimana tra le 2 tifoserie, qualche idiota cerca di accendere una serie di scontri nella parte bassa della tribuna Tevere. Sempre i soliti che cercano di rovinare lo spettacolo. Per fortuna a non farmi pensare a questi personaggi, di difficile collocazione spazio temporale, ci pensa la partita che inizia. Cribari prova in tutti i modi a giocare con le nostre coronarie inventando interventi da profondo rosso, la mia valvola mitralica però regge in maniera egregia. Manca un minuto alla fine del primo tempo. Lo zero a zero sembra inchiodato su se stesso. Qualche tempo fa, scrissi un post dal titolo "La strana storia del Signor Rossi". La storia continua. Il miracolo sportivo si compie in tutta la sua ineluttabilità. Ledesma, l'uomo più fischiato dai tempi della pietra prende una palla al limite dell'area, e così, quasi fosse Antani, lascia partire un tiro mostruoso, che si insacca sotto l'incrocio dei pali. Delirio. Piacere immenso, abbracci. Mi trovo sommerso da Enrico e Jacopo, rischio di cadere all'indietro, perdo gli occhiali, che si piegano, ma non si spezzano, ma soprattutto mi ritrovo in mano la lente destra. Mi ritrovo addosso ad Enrico e lo guardo negli occhi: l'incredulità, la gioia di chi ne ha subite troppe in un'estate assurda. Incredulità e gioia che sono anche le mie. Ma anche la coscienza che tutto è fatto, ma niente è fatto. Questo è il Derby.
Rosetti dà il duplice fischio e ci dà la possibilita' di andare in bagno. Mio padre in barba alle peggiori scaramanzie mi invia un sms "Intanto godigodigodimento". Lo leggo con ansia. MAI fare una cosa del genere. Glielo avro' detto milioni di volte. Assolte le pratiche relative alla vescica si ritorna al posto. Il secondo tempo inizia. Dopo 5 minuti, Chivu si addormenta e Pandev parte verso l'area di rigore. Il portiere natalizio dei giallorossi, Doni, lo stende dopo che egli ha fatto partire un pallonetto. La partita sembra proseguire, senonchè il guardalinee richiama, dopo le proteste dei nostri, l'attenzione di Rosetti, che dopo breve conciliabolo, ci assegna un sacrosanto calcio di rigore. E qui comincia il teatrino dell'arbitro torinese, che prima espelle e poi ritratta ammonendo l'estremo difensore giallorosso. Enrico si volta con le spalle al campo, i rigori al derby non riesce proprio a guardarli, io nella trance faccio la stessa cosa, e lui "No Scaramu', dipende da te, io non ce la faccio proprio". Parte Oddo. Quella palla in porta non ci arriva mai.... Gol! Esplosione di gioia, ennesima, inattesa. La Roma e' chiaramente in bambola, il nostro centrocampo ha in mano completamente le operazioni del gioco. Ci guardiamo tra di noi non credendo a quello che stiamo vedendo. Troppo bello. A completare il tutto, arriva il terzo gol di Mutarelli dopo la traversa di Mauri. Mudingay scherza Pizarro che inciampa e cade. Mi squilla il cellulare. "Chi cazzo è", mi domando. Papà.
"Papà, ho il telefonino scarico potrebbe spegnersi"
"Zitto, zitto, non dire nulla fammi solo sentire lo stadio."
Sento l'emozione nella sua voce. La stessa emozione che è sui nostri volti. Nei nostri cuori.
Rosetti fischia. Esplodo in un urlo liberatorio.
10 dicembre 2006: Lazio 3 Roma 0 : Ledesma, Oddo e Mutarelli. LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO.
10 dicembre 2006: Lazio 3 Roma 0 : Ledesma, Oddo e Mutarelli. ENNESIMO CAPITOLO DELLA STRANA STORIA DEL SIGNOR ROSSI.
10 dicembre 2006: Lazio 3 Roma 0: Ledesma, Oddo e Mutarelli. "Papà ho il cellulare scarico" "Zitto, zitto fammi solo sentire lo stadio". PENSAVO L'AVESSIMO SUPERATA QUESTA FASE. NOI NON SUPEREREMO MAI QUESTA FASE.



permalink | inviato da il 11/12/2006 alle 10:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
calcio
10 dicembre 2006
SCUSATE MA NON CI POSSO CREDERE!
Vi prego. Ditemi che non è vero. Ditemi che quello che e' successo e' stato una produzione della mia mente. Altrimenti se fosse realta' vuol dire che sono io che sono fuori tempo!
Sono 10 giorni che rischio una gastrite nervosa e stasera cosa va a succedere ?
Ore 1.00, io e la mia amica del thè di ieri sera. Via Ostiense. Dolce Notte. Dopo avere acquistato i cornetti per la colazione di domani, ci accingiamo a salire in macchina, e fuori dalla suddetta cornetteria assistiamo ad una conversazione catalogabile sotto la dicitura: "Ho sentito cose che voi umani non potete neanche immaginare".
Quattro esseri sensienti fuori da un'auto non meglio identificata prendevano appuntamento per la domenica, obbiettivo chiaro: vedere il derby insieme.
Bene. Dalle fauci favellanti di uno di costoro fuoriesce tale affermazione: "Bene, bene, e a che ora è la partita ? ".
A quel punto io e la mia amica Valentina saliamo in macchina e controllando un attacco di bile di quelli da competizione ci guardiamo con lo sguardo di coloro che si vorrebbero dire " Ma come ? Noi rischiamo di sentirci male a causa di sta partita e questo non sa nemmeno a che ora si gioca ?"
Per dimenticare, abbiamo bevuto un bicchiere di acqua minerale.
Dopodiche' ci siamo diretti verso casa.
Per la cronaca: il sottoscritto e' della Lazio, Valentina della Roma.



permalink | inviato da il 10/12/2006 alle 2:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
sentimenti
12 novembre 2006
LETTERA DA UNO CHE SENTE DI ESSERSI RIPRESO IL DIRITTO DI TIFARE
Questa lettera e' per tutti coloro che per anni, pensavano di essersi impossessati di una curva, di uno stadio, e quello che e' peggio, di una squadra. Oggi noi VERI tifosi, ci siamo ripresi il diritto di tifare. Di sostenere la Lazio, di far capire che cosa vuol dire essere tifosi e non "commercianti".
Non siete stati in grado di alzarvi quando quella che dite essere la vostra passione ha segnato.
Ho poca voce, ma una grande soddisfazione dentro: mi sono ripreso il diritto di tifare. Siete sempre più soli e non ve ne rendete conto. Avete rinunciato all'amore per la squadra per amore del portafogli.
Ma adesso ci riprenderemo il tifo. Ci riprenderemo la voglia di urlare e sostenere la squadra.
Perche' la Lazio non e' nè vostra, nè nostra, e' di chi la sostiene, e voi dite di essere colpevoli di amarla ?
L'amore non e' mai una colpa. La colpa si inserisce quando si usa l'amore per i propri interessi.
Io mi sento Laziale, e da questa squadra non ho mai e ripeto mai, guadagnato una lira. Voi potete dire la stessa cosa ?
No.
Io amo la Lazio. La sua essenza. Il suo simbolo. Ma non per farci denaro.
Ma volendo per rodermici il fegato.
Ma la amo. Incondizionatamente.
Ed ho bisogno di lei.
Ma non la amo perche' ho bisogno di lei (vedi guadagni), come voi.
Ma ho bisogno di lei, perche' la AMO.
Io mi riprendo il tifo.
Forza Lazio!
(Machessetevenutiaffa' ?)



permalink | inviato da il 12/11/2006 alle 23:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
calcio
30 ottobre 2006
ADESSO SECONDO LUI NON DOVREMMO BLATTER CIGLIO.
Che la vittoria dell'Italia non gli fosse andata a genio era palese, dato che non si era presentato alla premiazione.
Ma che addirittura chiedesse scusa agli Australiani perche' eliminati dall'Italia, supera ogni mia capacita' di comprensione.
E' vero che costui e' quello che aveva proposto l'abbassamento delle traverse, e ultima genialata, il casco per i portieri (ai quali manca solo la patente a punti e abbiamo fatto tombola), ma adesso veramente e' troppo.
Qualcuno piu' importante di me una volta ha detto: "A pensar male si fa peccato, ma a volte ci si indovina".
Voglio pensare male.
Il signor Blatter, sperava, anzi "voleva", la Germania in finale.
E allora si dovrebbe ricordare che anche la Francia, altra finalista, e' arrivata all'atto conclusivo grazie ad un rigore inesistente contro il Portogallo.
Eppure non ho sentito scuse alla compagine lusitana.
Quantomeno strano.
Ma soprattutto:
Quando a noi le scuse per l'arbitraggio di Byron Moreno ?
Per il momento non ci resta che ascoltarlo senza Blatter ciglio.



permalink | inviato da il 30/10/2006 alle 22:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
calcio
8 ottobre 2006
PROVINCIALITA' DA STADIO
Presupposto. Non ho niente contro la provincia geograficamente intesa.
Uso questo termine solo per semplificare il concetto che vado di seguito ad esprimere.
Stadio Olimpico 7 Ottobre 2006.
Acquistati in settimana i biglietti per la partita dell'Italia, ci rechiamo allo stadio in numerosissima.
Siamo se non erro 19 persone.
Ci rechiamo allo stadio divisi, per mera comodita', sperando, poveri illusi der paese del sapone, di ritrovarci all'interno dell'impianto.
Alle 20 Jacopo, il sottoscritto, Silvia e Sara, sono presenti all'Olimpico.
Nella disperata ricerca di un parcheggio.
Come cercare un ago in un pagliaio.
Riusciamo a parcheggiare solo alle 20.47, esattamente 13 minuti prima dell'inizio della tenzone.
Ma il nostro stato non e' proprio tranquillo, dato che pochi minuti prima, ci ha telefonato Valentina, descrivendoci la curva Sud, settore in cui le nostre terga dovrebbero trovare ristoro (che me tocca fa' per l'amor patrio, ma dimme te!), come TERRA DI NESSUNO.
Ovvero, "er posto che me so trovato me lo tengo, chissenefregaseeraer postotuo".
Soggiungiamo all'interno dello stadio, e VEDERE la partita diventa una definizione importante.
Cerco di intravederla attraverso le spalle di quello davanti a me.
Che meraviglia.
La cosa che mi fa rabbrividire, per non usare termini peggiori, e' che partono cori contro la Lazio, e addirittura la Juventus.
Io, Jacopo e Silvia di fede biancoceleste tacciamo, onde evitare un abbonamento annuale al Centro Traumatologico Ospedaliero.
E allora penso: "ma non era Italia Ucraina ?"
Soprattutto qui a Roma, non siamo in grado di scindere la passione cittadina da quella nazionale.
A me poco importa se De Rossi gioca nella Roma, le domeniche di campionato lo sbeffeggio, quello si, ma quando indossa la maglia azzura, no.
E' Italiano e difende i miei colori.
E ci definiamo CAMPIONI DEL MONDO ? Secondo me in certe realta' non siamo nemmeno in grado di essere CAMPIONI DELL'ORTICELLO.
Preciso che non e' un'invettiva contro i romanisti, ma contro TUTTA la gente coi paraocchi.
La casualita' vuole che io sia nato a Roma.
Pero' permettetemela una cosa: che soddisfazione veder segnare ad Oddo il rigore sotto la Nord con la maglia della Nazionale!

P.s.: in tutto questo sappiate che io non ho piu' una mascella, dato che quello davanti a me dopo il gol di Oddo ha tentato di asportarmela con una gomitata.



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calcio
3 ottobre 2006
QUINTA GIORNATA
Al momento e' un duopolio.
L'Inter e' subito dietro nonostante le sue solite contraddizioni.
Roma e Palermo viaggiano a braccetto in questo inizio di campionato, confermando la loro propensione alla vittoria.
I giallorossi battono un Empoli mai domo grazie ad un gol di Montella, in quella che potrebbe essere definita, insieme a Chievo- Palermo, la partita degli ex. In campo all'Olimpico, Tonetto, Montella e Spalletti hanno avuto trascorsi toscani, cosi' come in quel del Bentegodi, Corini, Amauri e Barzagli sono ex clivensi.
E sono proprio gli ex a consegnare i tre punti alle capolista: Montella, appunto per i capitolini, e Corini per i siciliani.
L'Inter perde Crespo, ma nel grigiore generale trova Fabio Grosso che le consegna un punto che la fa stare attaccata al duo di testa.
Il Milan sulla sua strada vede stagliarsi un imperioso Manninger che consegna al Siena un punto fondamentale, ed al Milan una settimana di cattivi pensieri.
Perche' l'attacco del Milan appare oltremodo abulico: da 3 partite Coppa Campioni compresa, la compagine di Ancelotti non segna.
Si hanno finalmente i primi segni di Sampdoria, che, squalificato Flachi, trova in Gennaro Delvecchio, il bomber di scorta.
Il Parma e' attualmente, e' vero, poca cosa, ma e' importante incamerare il primo successo. I Ducali devono ancora attendere.
Nel sabato calcistico il Torino paga gli errori di Cairo.
Poco puo' Zaccheroni. La colpa non e' sua. Il presidente lo ha messo alla guida di una squadra che aveva, ed ha, nelle gambe la preparazione di De Biasi.
Probabilmente Urbano non e' un buono storico del calcio, anche Cragnotti fece questo errore, pagandolo carissimo.
Da parte sua la Lazio incamera il 9no punto in 3 giornate e quasi annulla la penalizzazione.
La Fiorentina fa 3 passi avanti anche se la sua scalata e' ancora lunga.
Anche se i viola sono oltremodo aiutati dall'arbitro, che caccia 2 giocatori del Catania, Biso e Stovini, il primo addirittura dopo soli 36 minuti.
La favola del Chievo sembra invece finita.
Di chi le colpe ? O forse solo normale metabolizzazione della normalita' ?
Al campo la sentenza.
Intanto la Juventus ha vinto a Piacenza 2 a 0 e Trezeguet ha segnato altri 2 gol.
Qualcuno trovi un'amico per Stellone: su Sky collina ha detto che e' troppo solo....
George "Zvone" Best.



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calcio
25 settembre 2006
QUARTA GIORNATA
Il Palermo non può fare a meno di Corini. L'Inter non può fare a meno di Crespo. L'Empoli ha imparato benissimo a fare a meno di Tavano.
Sono queste le tre sentenze della quarta giornata del campionato di serie A.
La macchina da gol di Guidolin si ferma al Castellani, nel momento in cui le viene a mancare il Genio, e soprattutto sul dischetto si presenta Franco Brienza. Balli lo ipnotizza, secondo giocatore a sbagliare un rigore contro la squadra di Cagni.
E' palese che almeno uno tra Corini e Simplicio deve sempre essere nell'undici titolare, a meno di cause di forza maggiore.
Da parte sua l'Empoli di Cagni si e' opposto in maniera ordinata e non solo alla corazzata siciliana, mostrando un impianto di gioco fluido, che ha come terminali Saudati e Pozzi, che al momento non fanno rimpiangere Tavano. Ancora imbattuta la compagine toscana, dopo 4 giornate.
Altra grossa sorpresa il Messina di Bruno Giordano, che, oltre ad inanellare risultati mostra un gioco brillante. Imbattuti anche i giallorossi, che ricordano un pò la compagine di Mutti del primo anno di A.
L'Inter, che continua ad avere un colabrodo di difesa (tre gol dal Chievo di questi tempi sono veramente troppi), ha trovato in Hernan Horge Crespo, il terminale decisivo di questo inizio campionato. Tre gol nelle ultime 2 gare, che significano 6 punti e la testa solitaria della classifica.
Pensare che qualche anno fa Crespo rimaneva semi inceppato almeno fino a Gennaio.
Mancini ha una risorsa importante per risolvere le partite.
Il Milan da rincorsa si blocca a Livorno con uno scialbo 0 a 0, che avrebbe potuto essere disfatta se il montante non avesse fermato il tiro di Morrone.
La Roma maramaldeggia in quel di Parma, di fronte alla flebile resistenza dei crociati, troppo leggeri davanti e dietro per rappresentare un vero ostacolo per la squadra di Luciano Spalletti. I capitolini festeggiano il primo gol in A di Rosi, ed il ritorno alla marcatura di Vincenzo Montella, aeroplanino rimasto troppo nell'hangar negli ultimi anni.
Della sconfitta del Parma si bea, a livello di punteggio, la Lazio, che con un gol di Siviglia, batte l'Atalanta e da un'altra sferzata alla sua classifica, che adesso si fa più rosea.
Con 6 punti in 4 giorni, i ragazzi di Delio Rossi hanno praticamente dimezzato la penalizzazione, e anche se il gioco non e' ancora spumeggiante come lo scorso anno, una buona serie di risultati e' un'ottima panacea, fin quando le gambe non saranno a pieno regime.
Al momento la squadra biancoceleste si regge con i gol dei difensori: dopo Oddo con il Chievo, l'ex di turno Siviglia mette al sicuro i 3 punti a 20 minuti dalla fine.
La squadra gioca ancora con paura, conscia che ogni errore vale doppio, da sottolineare comunque che sono 180 minuti che la porta rimane inviolata, sia con Peruzzi che con "nonno" Ballotta.
La Reggina e soprattutto la Fiorentina, rimangono ancora indietro. La squadra di Mazzarri prende almeno un punto con il Toro di Zac, preoccupante invece la situazione della compagine di Prandelli, che non solo non vince, ma ha un attacco un po' anemico al netto dei conti.
In tutto questo bailamme la Juventus ha battuto il Modena 4 a 0. (Mi spiace per il compagno Irlanda).
George "Bargiggia" Best.



permalink | inviato da il 25/9/2006 alle 11:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
calcio
21 settembre 2006
TERZA GIORNATA
Il campionato sembra aver trovato il suo schiacciasassi. Il Palermo di Guidolin, con i suoi 11 gol e 9 punti in 3 partite, da adito a sogni e avvalora la dispendiosa campagna acquisti del patron Maurizio Zamparini. Al Renzo Barbera ieri, oltre alla sagra del gol e' andata in scena la sagra della "Coglionella del Portiere". Prima Pantanelli sul tiro di Simplicio, e poi Agliardi su quello di Mascara hanno dato il peggio di loro, regalando materiale alla Gialappa's Band per Mai dire Gol.
Fa specie soprattutto l'errore di Agliardi, capace domenica pomeriggio, di bloccare tutte le occasioni più pericolose della Lazio di Delio Rossi.
Il Catania che si presentava in casa dei rosanero come miglior difesa del torneo, incassa in una sola soluzione 5 reti, da 5 giocatori differenti.
Vincono il loro primo match la Lazio e la Fiorentina.
I biancocelesti espugnano Verona grazie ad un rigore di capitan Oddo, mentre i viola grazie alla rete di Mutu, su assist di Toni, battono il Parma, e bloccano le due compagini a quota 1.
Il Milan, grazie a Jankulovsky batte l'Ascoli ed entra nell'ambito dei numeri positivi, salendo anch'egli a quota 1.
La Roma viene fermata dall'Inter, che grazie a Crespo si rilancia nella corsa scudetto, dopo le critiche piovutele addosso nella partita precedente dopo il pareggio con la Sampdoria.
Genovesi che continuano a non vincere, ma che completano una rimonta ai danni dell'Udinese che ha qualcosa di epico, considerando che al 40esimo del primo tempo, gli uomini di Galeone vincevano per 3 a 0.
Il Torino di Zaccheroni naviga in brutte acque, e forse Cairo dovrebbe riflettere sulla cacciata di De Biasi.
Il Cagliari, senza Giampaolo in panchina, vittima di una pallonata, incamera il primo punto della sua stagione, confermando la vena realizzativa di Suazo, e le sue debolezze difensive. Il Livorno dal canto suo, da seguito alla vittoria nel derby con la Fiorentina, incamerando un punto che fa classifica.
Fa specie pensare che alla terza giornata non ci siano squadre a 0 punti.
Anche perchè oramai siamo abituati a ragionare sui numeri negativi.
E la Juventus martedì sera ha schiantato il Crotone.
George "Er Statistica" Best.




permalink | inviato da il 21/9/2006 alle 10:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
calcio
11 settembre 2006
PRIMA GIORNATA
Finalmente.
Si e' cominciato a giocare e si e' smesso di parlare.
Il campionato ha avuto inizio.
E pare che le gerarchie siano state rispettate.
Hanno vinto l'Inter, la Roma, il Palermo e (ahime'), il Milan.
Ma secondo me calciopoli non si e' conclusa.
Vado ad esplicare il concetto.
Nella partita che ha visto protagoniste la Fiorentina dei -19 e l'Inter campione d'Italia d'ufficio, si e' verificata una delle piu' curiose singolarita' quantiche del mondo calcistico: al minuto 61 della partita, su lancio di Cambiasso, gia' autore di 2 reti, si inserisce Ibrahimovic e batte Frey.
Fossi nella Federazione indagherei seriamente, dato che nell'anno passato Ibra mise a segno solo 7 gol, quando la Juve ne faceva 4 a tutti.
Anche la partita della Roma, ha qualcosa di strano: il Livorno di sabato non era una squadra, ma una comitiva di bronzi di Riace in vacanza (vedere per credere il gol di Mancini, che ha praticamente chiuso l'incontro.
Il Palermo, pur raccogliendo i 3 punti e' riuscito in una impresa che ha del titanico: far realizzare una tripletta a Rolando Bianchi! L'attacco dei rosanero fa paura, ma la difesa e' solita farsi belle dormite.... Da laziale spero per domenica.
Capitolo Milan: la squadra di Ancelotti e' stata piu' cinica che bella a vedersi, come forse e' giusto che sia per una squadra che ha 8 punti di penalizzazione.
Inzaghi ed Oliveira hanno sfruttato al meglio le occasioni in cui Peruzzi nulla ha potuto.
La Lazio di contro dal basso del suo -11, ha disputato una buona partita, mettendo piu' volte paura ai rossoneri. Peccato per la giornata storta di Cribari, che soprattutto sui gol sembrava portare in dote un frigorifero sulle spalle.
Con un minimo di cinismo in piu' un pareggio poteva starci.
La Sampdoria e' ripartita da dove aveva lasciato: sono 14 match consecutivi che la squadra di Novellino non incamera i 3 punti.
L'allenatore di Montemarano avra' molto da lavorare, se e' vero che i suoi ragazzi hanno perso con un Empoli ben disposto in campo, ma orfano comunque di Tavano, volato a Valencia, e questa gli italici operatori di mercato ce la debbono spiegare.
Il Catania affonda il Cagliari grazie al gol dell'esordiente Corona.
E' curioso che la squadra che causo' problemi "giuridici" qualche anno addietro, si ritrovi a vincere il primo match del campionato piu' condizionato dallle aule di tribunale, che la storia ricordi.
E per un caso strano, non si parla della Juventus....
George "Tosatti" Best.



permalink | inviato da il 11/9/2006 alle 22:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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