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ORAMAI SEI LONTANO

Essenzialmente caduco
Spinto da un vento contrario
Eremita del pensiero e mai della parola
Avvaloro spettacoli teatrali di sangue e morte
Essere umano dedito al ricovero dell'anima errante
Condisco ab urbe condita i rigogliosi gorgheggi del tempo
Apro gli occhi senza vedere cosa resta di un passato mostruoso
Vedo anarchici cadere da finestre mentre penso che possono bruciare
i nostri corpi oggi, ma non possono distruggere le nostre idee
Calco la mano restando me stesso e sognando il bacio della morte
piu' di quanto un libro aperto possa cancellare il mio vissuto precedente
e fare di me il niente errante.
Conficco spade nelle rocce cercando di sconfiggere gli antri bui della coscienza.
Paralizzo ogni inutile intenzione di reazione della mia virtu' primaria:
il pensare.
Generazioni nascoste, dopo la mia si riconducono ad un sogno
delle inquiete eta' andate
con rose sui campi e papaveri tra le dita.
Sorreggo con sorrisi sottintesi
i baffi buffi delle beffe
Maledico il giorno del giudizio
Giudicando dando avendo ricevendo
Sparo con il solo fucile consentito dalla legge:
L'emozione.
Esco ancora .
Ritrovo i sorsi di vino perduti nelle osterie della coscienza
Manolesta mistifica misteri inestricati
Cencio e' il ritorno a se stesso senza niente addosso: Sanfranceschi reazionari.
Piccolobuio piange senza ragion d'essere o avere.
Mandavia e' una risposta ad una tenda fatta apposta perche' attenda
attestando il ricordo del passato.
E tu ?
Oramai sei Lontano.

Pubblicato il 5/9/2006 alle 18.45 nella rubrica Poesie.

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