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LEGGIMI ANCORA

Ora che sono da sola e che tu
starai dormendo in un nido di paglia
tra le domande e le lune indiscrete
sento dei morsi stranieri arrivare
ma non sono di fame o di sete.
La lontananza consuma il mio tempo
sento le gocce di un'acqua inquinata
buttare sorrisi al di là della siepe
con lo sconforto di un treno che va.
Guardo la gente e leggo la noia
delle giornate borghesi e contorte
una domanda serpeggia nel cuore
"Si vive d'amore o si ama la morte ?"
Il triste respiro di tutto il mio tempo
che si riassume in un turbamento
si squaglierà in un sorso di Aurora
ma tu se mi ami, leggimi ancora.
Lo so che scappando ho lasciato alle spalle
dolori e pazzie sentendomi grande
ma mi manchera' la mia vanga ed il trattore
anche se diverrò Miss Mc Namara.
Mia madre non vede, non sente la nebbia
che adesso rileggo qui nelle mie dita
ha solo un problema, che andava risolto
costosi vestiti: cioè la sua vita.
Non giudicare, non parlarmi addosso
ti prego perdonami, io non posso
Per la mia megera
la bontà e' piu' che rara
ma sappi: io t'amo come te con Guevara.

Per tutti i lettori del blog: la poesia, o il pezzo, come volete definirlo, se cosi' assoluto non dovesse darvi molto senso, rileggete la poesia, nell'apposita sezione dal titolo: "Continuerai ad essere Miss Mc Namara". E' la risposta a quella poesia che scrissi qualche mese dopo.
Ps: Perdonerete il fatto che non ho messo il link relativo alla poesia, ma non riesco a mettere i link dei miei stessi post, anzi, se qualche anima pia, fosse cosi' buona da dirmi come fare, le\ gli sarei grato vita natural durante!

Abbracci.
Andrea.

Pubblicato il 13/11/2006 alle 1.17 nella rubrica Poesie.

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