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LA VOCE CONTINUAVA- 6

Va bene. Giochiamo.
Si giochiamo.
Ma stavolta, con le mie regole.
Si.
Sarò io a decidere tutto.
Le regole. I partecipanti.
La conclusione.
E non dirmi adesso "un bel gioco dura poco".
Un bel gioco dura fin quando l'estensore delle regole, decide che questo debba durare.
Hai deciso di bullarti ed impossessarti di me, di rovinarmi.
Di "essere" me per lungo tempo.
Eh no.
Adesso cambia tutto.
Io sono io.
Tu sei tu.
Lontana, assente no.
Non voglio distruggerti, non sono mica qui a giudicare l'esistenza di qualcosa o di qualcuno al punto da volerne l'eliminazione.
No.
Però adesso sta a te vedermi sorridere e vedermi piangere.
Come tu hai fatto soffrire me, adesso sono io a far soffrire te.
Ti farò vedere come si può sconfiggere qualcosa.
Essendo se stessi.
E mentre lo penso, mi accendo e fumo una sigaretta, quella della vittoria.
Di Pirro ?
Ma sei convinta a tal punto che sia così ?
Ah bella.
Ti viene da ridere ?
Si, lo so, è un riso isterico.
Ma che ci vuoi fare ?
Si vince e si perde nella vita.
Ora siediti. (Su quella seggiola come sai fare tu).
Già ti immagino sudata e con tentativi di suadente seduzione.
Si. Sei bella è vero.
Ma per carità.
Bellissima.
Ma non mi fai poi così paura.
E non sento neanche più tutta questa pulsione sessuale nei tuoi confronti.
Che vuoi.
Eh no.
Anche se per poco. Adesso sta zitta.
E intanto, la voce continuava (anche se più piano).

Pubblicato il 18/1/2007 alle 18.51 nella rubrica Racconti.

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