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AVERE ESSERE E DOMANDARSI ANCORA

Avere avere essere e domandarsi ancora

Per quale altro motivo mi specchio nell’aurora

Nella mia voglia di essere e di perdere la testa

Tra mille idiomi semplici e venti di tempesta

Per correre mi barrico nei semplici abbandoni

Percorro viali aridi e singoli perdoni

La notte corre scalpita mi sembra che risponda

Quasi come ogni mare fa con sua sorella onda

Ti sento mentre pensi a qualcosa che non brilla

Alla triste essenza di una goccia che non stilla

Perdonami se sono un puro semplice poeta

Io gioco di parola sono uomo non profeta

Mi giudicano i vati e le semplici emozioni

Non posso non sognarti, dolce eterna perdizione

Ho visto due puttane pettinarsi nella notte

Di volontà prosaiche di inutili abbandoni

Avrò forse sbagliando un sogno fisso in testa

Vorrei tu fossi un anima, ninfa plebea funesta

Adesso chiudo gli occhi la notte mi consola

Mi basta per riflettere un’anima che vola.

Pubblicato il 23/1/2007 alle 23.26 nella rubrica Poesie.

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