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MINCHIA SIGNOR TENENTE (LA BALLATA DEL CALCIO PULITO) PARTE SECONDA

A Livorno sono tre i graffiti per inneggiare alla morte dell'agente di polizia ucciso allo stadio di Catania. Sono apparse su un muro esterno dell'edificio che ospita il quotidiano il Tirreno. 'Un altro Filippo Raciti', 'Morte allo sbirro' sono i macabri slogan lasciati da ignoti. Il secondo reca la firma di Acab (acronimo inglese che sta per "all cops are bastards", tutti i poliziotti sono bastardi, utilizzato in un forum di ultras sul web). In un altro c'è il riferimento al G8: '2/2/2007 vendetta per Carlo Giuliani', il giovane morto a Genova.
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Fonte TgCom)

La madre degli idioti è perennemente incinta, l'estratto di articolo riportato in calce qui sopra lo dimostra.
Ho letto sulla blogsfera e su altri organi di informazione, parole di Siciliani, che si vergognavano di esserlo.
Il problema non è la Sicilia. Sarebbe successo tutto questo anche a Roccacannuccia. Non è un problema territoriale. E' un problema di uso e consumo della materia grigia.
Dico agli amici siciliani di essere fieri di esserlo, di essere fieri della loro terra.
Quello che ancora mi domando è il "Cui Prodest" di tutto cio'.
La convinzione che odiare le "guardie" faccia particolarmente fico e di sinistra.
No. Fa becero.
Fa idiota. Fa antiumano.
Si puo' non condividere. Ma non sperare che ci siano altri accadimenti.
Lo dice una persona che è nata e cresciuta a Roma da Laziale ed ha subito cori e scritte del cabotaggio di "10,100,1000 Paparelli".
Morire per il calcio non si può.
Anzi. Non si deve.
Pero' in fondo ho capito una cosa importante: Paparelli, Spagnolo, e adesso Raciti, sono state morti inutili. Non solo perche' sono morte per una partita di pallone.
Ma soprattutto, perche' la loro dipartita, non ha insegnato nulla.
E' questa la cosa peggiore.
Che le esplosioni delle bombecarta di ieri, del razzo di segnalazione che ha ucciso Vincenzo, o il freddo della lama che ha trafitto Spagnolo, non hanno assordato solo per un momento.
Ma per sempre.



Pubblicato il 4/2/2007 alle 3.4 nella rubrica Coscienza.

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