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LA STORIA DELL' UOMO, DELLA PRINCIPESSA E DELL' APE.

Era Dicembre. Una notte fredda. Il sette.
L' Uomo e L' Ape camminavano su uno dei ponti della Capitale.
Si avvicinavano al teatro dei Sogni. Dei Loro sogni sportivi.
Giunsero al bar dello Stadio, dove si incontrarono con gli altri.
L'Uomo salutò la Straniera, che da lontano gli aveva portato il biglietto.
Dopo pochi minuti si diresse al suo posto.
E non si accorse che, tra la folla c'erano gli occhi della Principessa che lo fissavano. Rapiti.
Pochi giorni dopo, esattamente una settimana, la Principessa decise di parlare con l'Uomo.
E gli disse che era stata rapita da lui.
Questi lo raccontò innocentemente all'Ape, che rise. Tranquilla.
Saputo ciò la Principessa perse le staffe, e paragonò l'Uomo ad un escremento.
L'Uomo si sentì colpito e cercò, riuscendovi, di rimediare.
Passarono ancora alcune Lune, durante le quali, l'Uomo e la Principessa, parlavano, parlavano, parlavano.
L'Ape era ignara di tutto.
L'Uomo e la Principessa decisero di incontrarsi. L'Uomo lo comunicò all'Ape.
La mattina dopo L'Uomo e la Principessa camminavano insieme. Ad un tratto la Principessa tentò di baciarlo.
Lui La respinse. Una. Due. Tre volte.
Poi sentì la voce della Straniera dentro di se.
Guardò la Principessa negli occhi e la baciò.
"Fu una nuvola casuale sul mattino che sciolse l'innocenza e la calura, che spinse due ragazzi da un giardino, al riparo sotto un tetto e quattro mura".
Sono passati anni.
Quasi un Lustro.
E di acqua sotto ponti, da quel bacio.
E chissà come mai, L'Uomo pensa ancora alla Principessa.
Ogni tanto.
Mentre l'Ape è volata via.

Pubblicato il 13/4/2007 alle 21.23 nella rubrica Racconti.

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