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FAMIGLIA: DA PRENDERE IN PAROLA

"Il complesso dei famuli, tra cui nella antica società domestica, andavano compresi anche i figli, sottoposti alla potesta' del padre di famiglia".
Cercando il termine famiglia nella sua accezione etimologica eccone il risultato.
Al di là della teorica vetustà del concetto di patria potestà, oserei dire che la manifestazione di domani a Roma, "Il family day", non ha ragione di esistere.
Già ne ero convinto precedentemente, che mica mi serve un dizionario per sapere che tutti hanno lo stesso diritto di avere una famiglia, ma l'etimologia, mi ha fulminato, un po' come San Paolo sulla via di Damasco.
A questo punto entra in gioco il termine "paternità".
La "paternità" è un termine che viene utilizzato per qualunque cosa: poniamo il caso che si conosca il titolo di un libro, ma se ne misconosca l'autore. Ci si domanda la "paternità del libro". Poi magari scopri che lo ha scritto una donna.
Il calcio è anche femminile, per dire, eppure nel caso di autogol, o di tocco impercettibile, si dice: "a chi attribuire la paternita' del gol". Ma se lo ha segnato una donna ?
Questo dimostra inconfutabilmente che, il termine paternità non testimonia che sia un uomo a dover avere il controllo di tutto.
E quindi non necessariamente, la famiglia deve essere composta da un uomo e una donna, ma anche da 2 donne, o 2 uomini.
Gentili signori dell'ecclesia tutta, sono rammaricato (nevvero), ma la lingua della koinè vi da torto.
E non solo quella.

Pubblicato il 11/5/2007 alle 23.22 nella rubrica Coscienza.

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