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E POI NON RIMASE NESSUNO... TRANNE (PURTROPPO) LO SCENEGGIATORE

Ho avuto la malaugurata idea, di vedere la versione cinematografica del romanzo di Agatha Christie "10 PICCOLI INDIANI", del 1966 di Pollock.
Al minuto 2 della pellicola, credevo di aver sbagliato film, dato che i protagonisti erano tutti e 8 (esclusa la servitù), su una funivia.
Ho creduto per un attimo, che le mie conoscenze di inglese, fossero pari a quelle di Fisica della Carlucci, ricordavo infatti, senza margini di errore (ho letto il romanzo 8 volte), che la vicenda si svolgeva a Nigger Island (Non a caso la filastrocca da cui nasce tutto e' tradotta in italiano con "10 piccoli negretti"). Se escludiamo l'ultima glaciazione, e' altamente improbabile, che possa nevicare su un isola, cosi' come e' impossibile che un isola sia posta sopra una montagna.
Ho preso coscienza che trattavasi di una "libera interpretazione" dello sceneggiatore.
Stabilito ciò, e assodato che solo Ciccio di Nonna Papera puo' saperne di Fisica meno dell'Onorevole Carlucci, essendo questi un fumetto (Ciccio non la Carlucci), ho ripreso la visione.
Con mio immenso stupore ho scoperto che i nomi dei protagonisti erano tutti cambiati, tranne uno, e non che l'autrice del romanzo si fosse spinta su nomi finnici endecasillabi.
Ma anche su questo possiamo passarci sopra (anche se sarebbe stato piu' opportuno passare sopra lo sceneggiatore con pizze a 2 a 2 fin quando non diventino dispari,e in quel momento, ricominciare).
Nella versione originale, i 2 domestici si amano, se non si amano almeno si stimano, se non si stimano, quantomeno non litigano mai. Nella versione cinematografica, piu' che marito e moglie sembrano suocera e nuora che discutono del colore della culla del bambino.
La Christie, nel libro, fa si che le accuse lanciate dal misterioso ospite, siano scandite da un GRAMMOFONO. Lo sceneggiatore, probabilmente alla  decima bottiglia di Bourbon, le fa scandire da un MANGIANASTRI.
Torniamo alla "libera interpretazione di cui sopra.
Ma andiamo avanti.
O meglio arriviamo alla fine.
La logica del romanzo della "Stanza Chiusa", sta nel fatto che, l'assassino e' anche vittima.
Per questo nel romanzo originale, muoiono TUTTI E 10 GLI INDIANI.
E' qui che lo sceneggiatore, dà il meglio di sè.
Un genio incompreso. La Pallottola Spuntata, al confronto e' Profondo Rosso.
Nel momento in cui si scopre l'assassino, e quindi egli e' da solo con l'ultima vittima, cosa succede ?
Spunta la "teorica" penultima vittima, che in realta' non e' stata uccisa dalla "teorica" ultima, in quanto loro hanno capito tutto. E quello che doveva essere l'assassino e il genio del male, resta con le pive nel sacco.
E' come se Calderoli avesse scritto la Divina Commedia.
Come far cantare il Nessun Dorma a Marco Masini.
Come chiedere alla Montalcini di andare in giro, ora, in topless.
Agatha, perdonali.
Non sapevano quello che sceneggiavano.

Pubblicato il 28/3/2008 alle 0.5 nella rubrica Film e varie.

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