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SONO APOLITICO, OVVERO DELLE ELEZIONI UNIVERSITARIE


In una settimana di campagna elettorale universitaria, ho sentito affermazioni, che in un mese di campagna elettorale nazionale, non avevo neanche sognato.
In primis, liste, candidate nei Consigli di Collegio Didattico, che si dichiaravano "apolitiche".
Questa amenità mi ha mandato in bestia da subito.
L'equazione e' fin troppo semplice: se sei "apolitico", non esisti.
La politica è vita. Si può decidere di essere di sinistra, di destra, di centro, oppure essere anarchico.
Nel caso in cui ci si dichiara "apolitici", bisognerebbe chiamare in causa Parmenide, e dichiararsi "non essere".
Nel momento in cui si decide di difendere i diritti di qualcuno, si decide in che modo farlo, ergo si diventa "politica" ovvero, si vive la vita della "polis".
Bisognerebbe, e dico bisognerebbe, accettare questo dato di fatto.
Ho sentito accusare qualcuno di essere legato ad un dato partito, come se una tessera in tasca, condizionasse il nostro modo di operare all'interno dell'Ateneo.
Dimenticando poi, che, se sui massimi sistemi, ci possono essere delle differenze tra una lista e l'altra, l'interesse e' sempre quello: gli studenti ed i loro bisogni, ovvero, laurearsi ed avere un'Università vivibile.
Ho capito che fa molto breccia, nel cuore della gente, chi urla senza avere niente da dire, solo ed esclusivamente per denigrare.
Chi è in grado di far sentire la propria voce, essendo propositivo è da ammirare, chi cattura consenso strepitando, è incomprensibile.
In piu' ci metto anche che niente di piu' lontano da me, si poteva avvicinare a me. (Questa è un po' criptica mi capisco da solo.).
Colgo l'occasione per ringraziare tutti i ragazzi, vecchi e nuovi di Ricomincio Dagli Studenti , per l'ennesimo sforzo e l'ottimo risultato.
E' stata una campagna complicata, per quello che scrivevo poco piu' sopra.
Ora un po' di riposo e' quello che ci vuole.
Poi non so se la storia ci darà ragione.
Alle brutte proveremo con la geografia.

Pubblicato il 16/5/2008 alle 18.52 nella rubrica Diario.

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