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SVEGLIO MA MAI VIGILE

Ripenso.
E ogni volta che ripenso rimango,
stupito di come,
senza muovere una foglia,
il mondo resti quello che è.

Immanente.
Condito di quel sapore inutile.
Fino a rimuginare,
ricordare e stupirsi di come l'arte
diventi suicidio,
e di come il suicidio,
arte non sia mai.

Sveglio, ma mai vigile,
ironico e sobbalzante.
Adesso sto fingendo di piacermi,
ma è difficile,
lo specchio non fa sconti.

Trotterello nelle memorie,
memore della tragedia.
Mi rispondo che tutto ha un senso,
ma mi affaccio e tutto fa senso.
Ma non posso farne senza.

Realizzo,
capitalizzo, e sono in lizza con me stesso
per il posto di primo della classe,
io che rozzo, mi ammansisco,
piovo, lampeggio.
Ma quando scrivo,
forse sto anche peggio.

Mutilato, senza moltitudini da convincere
senza risvegli lacunosi,
senza un cuore che batta,
senza Mago di Oz,
forse,
uomo di latta.

E ti lascio,
in questa ultima aurora,
i bisogni della vita
tutto,
ora.

Perdonami,
è tardi per tornare indietro,
non posso più riflettere sul tetro,
ho bisogno della luce,
che riflette.

Adesso scusami,
le strade....
sono strette.

Pubblicato il 23/5/2008 alle 0.30 nella rubrica Poesie.

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