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IL BEST SELLER DELL'ANNO


E' tutto così diverso oggi.
Mi alzo, e senza chiedermi piu' se stanotte potro' dormire, o sarò morto, vado e mi lavo la faccia.
Poi mi siedo.
Apro il libro. Scorro le pagine.
Lavoro di fantasia.
Mi accorgo di aver perso il punto dove avevo lasciato la sera prima.
Tornerò indietro.
Sto per ricominciare, quando bussano.
E' arrivata la colazione.
Allora apro. Prendo il vassoio.
Mangio avidamente quel poco che mi hanno servito.
Ho stranamente fame.
Non capitava, da tempo.
Prendo una penna. Comincio a scrivere.
Questo sarà il best seller dell'anno lo sento.
Certo ce ne vorra' di tempo per terminarlo.
Ma ne avrò abbastanza.
Divoro il foglio.
Le parole vengono via che e' una meraviglia.
Quando guardo l'orologio si e' fatto pomeriggio.
"Gil, ma non hai mangiato niente ?"
Dovrei rispondere, ma non ho voglia.
Guardo fuori dalla porta.
Chi ha domandato e' gia' andato via.
Le buone abitudini e' meglio non perderle.
Riposino quotidiano.
Mi sveglio, anzi mi svegliano, che ho la tachicardia.
Mi avvisano che c'e' una telefonata per me.
Vado a rispondere ?
Si meglio.
Un quarto d'ora.
Tempo rubato alla stesura del best seller.
Si fa sera, e dalla finestra vedo scendere il sole.
E' buio fuori.
Ma adesso si cominciano a sentire le prime persone, muoversi, parlare, parlarsi addosso.
Voglio bene al caos.
Voglio bene al rumore.
Odio il silenzio.
Do una fugace occhiata ai fogli.
Dieci cartelle.
Basteranno ?
Sorrido pensando che questo sarà il best seller piu' corto del mondo.
Arriva il barbiere.
"E' ora di tagliare i capelli, devi essere bello, stasera."
Non capisco se mi sta prendendo in giro, oppure e' serio.
Opto per la seconda, preferisco pensarla cosi'.
"Bravo, bel taglio", penso.
Arriva la cena.
Stavolta ho fame.
Butto giù tutto.
Non posso neanche chiedere il bis.
Il cuoco e' andato via, dicono.
Guardo l'orologio.
le 23.45.
Si apre la porta.
Mi prendono per mano.
Andiamo a fare una passeggiata.
Un sorriso, un po' finto, e' vero, ma sempre un sorriso e'.
Guardo i 10 fogli sul tavolo.
Sarà il best seller dell'anno.
Lo sento.
Ne avro' di tempo per scriverlo.
L'eternità.
Il titolo lo ho gia' scelto.
Senza alcuna remora.
E non va cambiato.
Assolutamente.
Adesso piango.
Perche' il titolo mi piace davvero.
NESSUNO, TOCCHI CAINO.

Pubblicato il 24/5/2008 alle 0.0 nella rubrica Racconti.

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