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LETTERA AL SEGRETARIO

Fare parte di un partito, è difficile, oggi, più di quanto non lo fosse negli anni 70. Negli anni 70 era "pericoloso", perchè una certa idea, ti poteva condurre, volente o nolente, all'assaggio del piombo. E non è che il piombo abbia un buon sapore. Anzi.
Oggi "fare" politica, soprattutto per la mia generazione, è, diciamocelo pure, spiazzante, almeno all'inizio. Ci vogliono convincere che siano finite le ideologie. Ed invece no. Sono semplicemente cambiate, sono scorse, nella migliore ottica del Panta Rei. Una volta c'erano Berlinguer e Almirante, contrastati dalla Democrazia Cristiana, oggi Il Partito Democratico e Berlusconi. Eccola la differenza. 40 anni fa, si riconoscevano 2\3 leader ben distinti, oggi, siamo davanti ad una persona (Berlusconi), che ne comanda altre, ed un partito con tante anime.
Mi ha colpito ieri la dichiarazione di un compagno:
"Ogni tanto di notte, mi sveglio e trovo mio padre, davanti al televisore, che piange davanti ai funerali di Berlinguer, eppure e' socialista".
Alla sinistra, intesa come Partito Democratico, manca, almeno nella parte veltroniana, l'accettazione del fatto che le ideologie esistono. Bersani l'altro ieri, a Frascati diceva:
"Quando parliamo di berlusconismo, parliamo di una ideologia". Vero. La differenza con il marxismo, e' che quella dell'uomo di Arcore, e' incentrata su di sè, quella del barbuto Karl, tendeva, almeno nelle intenzioni al bene comune.
Prendere coscienza che le ideologie esistono. Questo bisogna fare segretario! Il Pci, dal quale provieni, aveva una ideologia, ben chiara, ma si occupava anche di quello che occorreva ai cittadini, agli italiani.
"Anche l'operaio vuole il figlio dottore". Ripartiamo da qui, ricominciamo a pensare "ideologicamente", non c'e' nulla di male. Anzi, forse la nostra politica, segretario, migliorera' nel momento in cui faremo questo. Le ideologie non sono pericolose.
Sono affascinanti e utili. Ci fanno vivere. E io senza ideologia non ci so stare.
Altrimenti, mi costringerai, a non stringerti la mano, ancora per molto tempo.

Andrea.

Pubblicato il 25/7/2008 alle 11.21 nella rubrica Diario.

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