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LA PANTERA SOSA

Ci sono numeri nel calcio che contano più di uno stipendio a fine mese o di una festa comandata.

Che ti riportano la mente all’acme della tua potenza sportiva.

A Napoli, questo numero e’ senza dubbio il 10, che fu di Diego Armando Maradona.

Mica uno qualsiasi.

Quanti palmi di mano si sono spellati grazie a quel giocatore e a quella maglia ?

Napoli grande bacino d’utenza e’ diventata per un buon periodo di tempo anche una città dove si faceva calcio vincendo.

Grazie ad una persona che il pallone non lo calciava: lo accarezzava.

Mentre gli altri nel riscaldamento correvano, lui palleggiava, per 15 minuti senza che la sfera toccasse terra.

E quando hai visto ciò hai visto tutto, calcisticamente parlando.

Ora Diego non c’e’ più, non calca i campi in erba, ma lo spirito dei suoi piedi vellutati aleggia per ogni napoletano, sul prato del San Paolo.

Domenica, al 14esimo minuto di Napoli -Frosinone, è accaduto qualcosa di meraviglioso: il numero 10 del Napoli con un pallonetto di rara precisione, in precario equilibrio, ha riportato il match in parità dopo che Mastronunzio aveva marcato il vantaggio Frosinate.

Il 10 era sulle spalle di Roberto Carlos Sosa detto “el pampa”, argentino di 31 anni.

Dopo il gol è scoppiato in lacrime. Non per il gol in se stesso forse, statisticamente e’ inutile, il Napoli infatti è gia’ promosso in B.

Sosa sarà l’ultimo giocatore ad indossare e ad aver segnato con la maglia numero 10 al San Paolo.

La maglia sara’ ritirata.

In onore di Maradona.

Era forse giusto che fosse un argentino l’ultimo ad indossarla.

Una maglia che ha reso grande il Napoli e che ora lo sta riportando dove merita: tra i grandi.

Pubblicato il 2/5/2006 alle 0.18 nella rubrica Sport.

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